Favole sul bullismo

La farfalla e le api

farfalla
Una farfalla di nome Hilda ,  priva di un’ala , svolazzava sopra un prato di qua e di là. Le api, però , ogni volta che lei si divertiva in solitudine , andavano a stuzzicarla mettendo in evidenza il suo punto debole :  “Con un’ala sola non puoi volare bene e quindi non potrai partecipare alla gara dei volatili che si terrà tra qualche giorno “. Detto questo le api se ne andarono nel loro alveare ridacchiando e sparlando di Hilda . La povera farfalla si fece coraggio da sola e si presentò alla gara , ma le api continuavano a darle fastidio dicendo che tanto loro sarebbero state più veloci di tutti. Alla fine della gara l‘aquila reale annunciò la vittoria di Hilda e le mise in testa una corona di fiori. Le api, rendendosi conto dello sbaglio, si scusarono e ritornarono con  Hilda nelle loro tane chiacchierando e volando su nel cielo blu. Questa favola è stata scritta per quei bulli che insultando,  scoraggiando e prendendosi gioco degli altri alla fine perdono loro stessi,  alcuni però si rendono  conto dello sbaglio  e si scusano.
Marta  Marcantognini  classe I B

Filastrocca sul bullismo

Eran fuori dalla scuola
il  lupo Bruto e la mucca Gigliola
mucca
Bruto disse “Ciao balena!”
sfrenato come un fiume in piena.
Gigliola se ne andò
mentre Bruto continuò:
“Dove vai grosso bovino?
Vieni qui che ti cucino!”
I giorni poi seguenti,
Bruto, senza ripensamenti,
in un vero bullo si trasformò
ed un branco si creò per avere sostegno e appoggio
contro gli animali senza coraggio.
I mesi passarono, passò anche il Natale
e  finalmente arrivò anche l’atteso Carnevale.
Anche il preside leone si volle divertire
e  da mucca cicciona travestire. Bruto ed i suoi, tratti in inganno,
subito iniziarono a perpetrare il danno.
Il preside,veloce come un siluro,
sospese quei  lupacci, che boccerà di sicuro.
I bulli, però, ci sono in tante scuole,
ma tu ricorda sempre queste parole: la saetta gira gira, torna addosso a chi la tira!
Giacomo Pernafelli, classe IB

Fumetto e i suoi compagni pavoni

Fum In una spettacolare riserva vicino a un laghetto , vivevano dei bellissimi pavoni , variopinti ed eleganti. Uno di loro però , non era dotato della bellezza dei
pavone
suoi compagni.  Anziché esser colorato , era grigio spento. Per questo motivo i suoi compagni lo prendevano sempre in giro , pavoneggiandosi della loro bellezza e usando verso di lui appellativi dispregiativi , tra cui il peggiore era “Fumetto” , che richiamava la somiglianza ad un a nuvola di fumo. Il pavone si sentiva in imbarazzo e discriminato e rimaneva sempre in disparte. Addirittura, per paura di incontrare qualche suo “amico”, non andava neanche con la sua famiglia a fare una passeggiata.
Ma un giorno, essendosi stancato di tutto ciò , andò da un pittore e gli chiese se potesse dipingere le piume con dei colori vivaci. Il pittore cominciò subito e il risultato finale fu un capolavoro. Il pavone era così felice che volle subito mostrarsi ai suoi compagni con andatura regale e decisa. Rimasero tutti a becco aperto e non capirono che sotto quelle vesti c’era Fumetto. Dopo qualche giorno, iniziò a prendere in giro i compagni dicendo che non erano alla sua altezza. Qualche settimana dopo Fumetto volle far capire agli amici chi veramente fosse. Così andarono a fare un bagno al laghetto. A un certo punto, i colori di Fumetto iniziarono a dissolversi e gli amici capirono chi veramente fosse . Avendo capito come ci si sente, gli chiesero subito scusa e diventarono amici per le piume. La morale della favola è :non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te.
Taveri Flavia classe I B

La storia di Ben e Tom

cane e gatto
C’era una volta ,all’interno di un bosco, una piccola città chiamata Animalandia, popolata da diversi animali tra cui un cane di nome Ben e un piccolo gatto di nome Tom. I due insieme ad altri amici frequentavano lo stesso parco giochi. Il cane, solitamente, era il bullo del bosco e dava fastidio a tutti gli animali più piccoli: lo scoiattolo Jake, il topo Mickey e Joe la puzzola, ma il suo rivale da sempre era Tom, il quale veniva preso in giro e picchiato. Il gatto si era stancato del suo atteggiamento arrogante. Chiamò, quindi i suoi amici e insieme decisero che  avrebbero affrontato Ben, ma senza alzare le zampe! Il giorno dopo gli amici si recarono come sempre al parco giochi, accerchiarono Ben, ma invece di fare i prepotenti gli parlarono amichevolmente. Quel giorno Ben capì che fare il bullo non è una bella cosa perché “ciò che non vuoi sia fatto a te non puoi farlo agli altri”. Il cane Ben cambiò finalmente atteggiamento, non usò più la forza contro gli altri, e cercò di aiutare i più piccoli. In questo modo nella città di Animalandia diventarono tutti amici e vissero tutti felici.
Vergori Sara classe I B

Spritz e Minù

volpe
C’era una volta un volpino italiano, Spritz si chiamava ed era un po’ villano! In un giardino chiuso se ne stava, e a tutti i passanti a squarciagola abbaiava! Poi c’ era Minù, una gatta dal pelo rosso e gli occhi blu, da tutti era amata perché bella , buona e di razza pregiata! Spritz la rincorreva e la minacciava e dalla sua padrona la gatta si rifugiava. Così il cane venne punito e al guinzaglio venne legato. Capita la lezione, smise di fare il mascalzone e alla piccola Minù paura non mise più.
Di Magno Ludovica classe I B

La barboncina e il meticcio

barboncino
Come sempre ogni mattina, l’ altezzosa barboncina , con la sua padroncina, nel vialetto prediletto prende in giro per dispetto il meticcio senza tetto! -Io son bella ,carina e di nome faccio Gina , ho classe, portamento e le mie origini son d’ argento! Tu sei brutto,malnutrito e non puoi permetterti un bel vestito! Ma un bel giorno, il senza tetto,ormai stufo del dispetto,si rivolse a quella Gina con il suo fare da sciocchina:- Io son brutto e senza tetto e non ho un bell’ aspetto, ma di una cosa sono fiero, io sono libero per davvero.
Martina Veltri classe I B

Lo squalo e il regno dei pesci

Squalo
Un giorno negli abissi dell’ oceano ATLANTIS, il Re dei fondali marini chiamò in riunione tutti gli abitanti pesci di quel vasto mare. Il  pericolosissimo squalo Blacius osservò attentamente ogni singolo individuo per stabilire chi potesse vivere nel suo regno. Per prime caccio con il suo sguardo il branco di sardine, successivamente cacciò il gruppo di pesci rossi che si dirigevano tranquillamente verso una  grotta bucherellata dei fondali. Arrivò la specie dei pesci palla che impauriti, cominciarono a gonfiarsi e a scappare. Lo squalo Blacius chiamò i suoi cugini: lo squalo martello, lo squalo tigre, lo squalo elefante, lo squalo balena e lo squalo scharpouose dalla  terra messicana.  Tutti e sei iniziarono a dargli pinnate violenti e a insultarli dicendosi fra loro: “ Ehi ragazzi, vogliamo giocare a palla, tanto qui di contenitori gonfi con cui giocare ne abbiamo a milioni”. I pesci palla se ne andarono scoraggiati, ma il più tosto del branco disse:” Dobbiamo fargli vedere di essere pesci dignitosi come loro”. Gli altri si convinsero e formarono un grande regno con tutte le specie di pesci scartati dallo squalo, dove tutti erano importanti. Lo squalo, avendo notato quell’ alleanza che c’ era in quel nuovo regno, si presentò alle porte e chiese scusa diventando amico degli altri pesci e ammise di essersi comportato male. Speriamo che i bulli prima o poi riconoscano di aver fatto danno e cerchino di rimediare mettendo fuori i propri lati positivi.
Manzella Roberta classe I B

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